Uno dei più classici consigli di marketing suggerisce che nel cercare nuovi clienti dobbiamo tener conto delle caratteristiche di quelli che sono già i nostri migliori clienti; confrontarne il posizionamento, le attitudini, il modo di agire, per capire cosa li accomuna e creare una sorta di ‘profilo’ che ci permetta di valutare qual è il target che meglio risponde alle nostre proposte.
Quindi, diligentemente, ad intervalli regolari anche noi andiamo ad analizzare la nostra clientela con un duplice obiettivo: da una parte cercare di capire sempre meglio i loro interessi e le loro necessità, in modo da affinare la nostra proposta creativa e commerciale, dall’altro valutare le categorie più interessanti per le attività di comunicazione e marketing.
Ma devo dire che all’inizio ho avuto non pochi problemi…
In fondo trovare dei minimi comuni denominatori tra aziende che si occupano di:
non è proprio semplicissimo.
C’erano realtà piccole, medie, decisamente grandi; ubicate in città o nei posti più sperduti; con forme societarie diverse, sistemi amministrativi diversi, business diversi.
Ma tutte erano fedeli clienti, dimostravano piacere nel lavorare con noi, pagavano puntualmente e non si lamentavano. Per noi belle cose.
Alla fine ci sono arrivato.
Buoni fatturati e ottimi utili. Non era la soluzione al mio problema, ma un primo passo si; la nostra ‘ricerca’ poi è andata avanti, con ulteriori domande e risposte – ma questa è un’altra storia.
Perché ne sto parlando? Perché da lì ho avuto l’ennesima riprova del collegamento tra immagine aziendale e successo. E’ facile parlare dei grandi brand, dei marchi internazionali: tutti riconoscono la divisa dei principali corrieri, dei dipendenti nei grandi magazzini, di responsabili e meccanici dei team di Formula 1, degli addetti nelle grandi catene di ristorazione, ecc. Ma con le piccole – medie aziende?
Facile, obietterete voi, i grandi hanno i soldi e possono permettersi tutto.
Come per i nostri clienti: belle aziende, bilanci solidi, possono spendere in immagine.
Ma vi sbagliate.
Andando a vedere il percorso nel tempo di queste aziende, che si parli di multinazionali o dell’idraulico di paese, ci si accorge che immagine e crescita aziendale sono sempre andate avanti di pari passo.
Ovvio, con forme e tempi diversi, ci mancherebbe – ma non prima divento ricco e poi spendo in immagine.
Gino l’idraulico invece ha magari prima imparato il lavoro come apprendista, poi assunto il primo garzone, con il tempo aggiunto struttura e dipendenti – ma se ha avuto successo vuol dire che ha sempre anche avuto un occhio all’immagine aziendale. Non ha mai mandato un tecnico a montare un’ impianto con la tuta anonima e sporca. Forse la prima volta, ma poi si è accorto che con un abbigliamento decoroso e marchiato con il proprio nome aveva tanti vantaggi: tutto sembrava più professionale, organizzato, le persone si fidavano di più, era riconoscibile. Con il tempo, per la gente quella divisa veniva associata alla ditta di Gino, non c’era neanche più bisogno di presentarsi. Gino promuoveva la sua attività – forse senza neanche saperlo stava facendo marketing.
Un esempio di valorizzazione dell’immagine aziendale attraverso l’abbigliamento?
Un capo di altissima qualità. La soluzione idea per essere indossata nelle attività commerciali, negli showroom o per eventi e manifestazioni.
Io lo so com’erano, c’ero (questo purtroppo vuol dire che ho una certa età, va beh, capita) – dove adesso ci sono reception da mille e una notte, decine o centinaia di dipendenti – e tutti perfettamente vestiti – sedi in Italia e all’estero, c’erano contadini, piccole officine meccaniche, artigiani con gli attrezzi in mano. Ma sono quelli che hanno capito che il prodotto non è tutto. Che non basta saper lavorare bene, essere onesti e avere degli articoli giusti; per avere successo c’è bisogno anche di altro. Di sapersi presentare bene, di comunicare nel modo giusto. Di sapersi vendere con l’immagine.
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Mi dispiace per i puristi del ‘bel lavoro ad un prezzo onesto’ – di bravi artigiani con poco lavoro o commercianti con il negozietto in crisi è pieno il mondo.
Che pensano a com’erano belli gli anni ’60, dove bastava saper far bene le cose e tutto funzionava.
Avevamo meno ma c’era lavoro per tutti. Era peggio ma si stava meglio. Bello. Ma non è più così.
Il mercato si è saturato, non c’è più posto per tutti.
Quelli che sono riusciti a distinguersi, a emergere, l’hanno fatto si grazie si alla loro sapienza tecnica, ma anche al loro intuito commerciale. Hanno creato non un prodotto, ma un’immagine – un brand.
E dove stiamo noi con il nostro abbigliamento personalizzato?
Siamo solo una parte del tutto, per carità, non c’è neanche il bisogno di dirlo. Ma una parte importante, e che sta diventando sempre più importante.
E’ il nostro lavoro – solo abbigliamento personalizzato per piccole – medie aziende.
Capi per la produzione, per i tecnici, per i commerciali, per gli eventi. Per il merchandising o d’immagine.
Vediamo ancora un esempio insieme
Una divisa robusta ed energica, pensata per un centro fitness che vuole dare risalto alla propria professionalità e competenza.
Siamo professionisti del settore, non semplici intermediari, con trent’anni di esperienza alle spalle. Vecchi ma innovativi, partner solidi per far aiutarvi a crescere.
Forse è per questo che i clienti continuano a restare con noi… E voi cosa volete fare?
Approfitta della nostra offerta, chiedici una consulenza gratuita, senza alcun impegno da parte tua!
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