Per me, uno strano animale non sempre ‘sociale’, e che ha sempre pensato che la retorica sia una delle vere malattie dell’Italia, sono parole complicate.
Ma tant’è, forse in questo momento è giusto dirle.
Giorni tristi, senza potersi incontrare, senza poter fare le cose che prima ti sembravano normali, o addirittura noiose, e che adesso non vedi l’ora di poter ricominciare.
Anche per chi ancora lavora non è semplice, tra la paure di essere contagiati o contagiare chi ti sta vicino, e quella per le attività che arrancano tra mille problemi.
Ma alle volte basta un’immagine per farti cambiare prospettiva, per farti capire qual è la vera essenza di quello che fai tutti i giorni, alle volte senza pensarci, meccanicamente trascinati dal ritmo frenetico del lavoro.
E l’immagine è quella sopra, di una comunità che non si arrende, che nonostante il milione di pensieri che attraversano la testa ha voglia di mettersi una maglia, quella in cui si riconosce, e farsi una fotografia, da condividere, da mettere insieme a quella degli altri.
Per combattere la paura, la depressione, la noia – tutti insieme, parti di una cosa in cui credono – meno soli.
Certo, solo attraverso i simboli – le maglie, gli stemmi, le bandiere – ma alle volte dai simboli bisogna partire, per riconoscersi e farsi riconoscere dagli altri.
Per le associazioni, e per le aziende che a modo loro sono anch’esse comunità – o perlomeno dovrebbero esserlo.
Certo, in questa costruzione noi ci mettiamo solo qualche mattone, ma sono mattoni importanti, e quelle foto lo dimostrano.
Tante prove, alcune volte arrabbiandosi per un risultato che tarda a venire, ma alla fine (quasi sempre) con la soddisfazione di vedere le persone contente e sorridenti nelle loro nuove divise.
E anche se, come adesso, capita di guardare al futuro con tante incertezze, alle volte basta un’immagine per cambiare tutto, per farti capire che in fondo quello che fai è importante – per te e per gli altri.
Per darti un motivo per credere, per ricominciare.
E a questo punto (perdonatemi per la retorica) è giusto dirlo: bravi ragazzi del Borgo San Lazzaro!
#distantimauniti
Coraggio a tutti! Ce la farete, ne sono sicuro.
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