Il problema è complesso, le cause antiche, ma il vezzo Italico di tirare bidoni e cercare unicamente il proprio tornaconto non conosce proprio limiti.
Evitando di addentrarci nel complesso mondo delle relazioni umane, scansando i problemi filosofici e le grandi teorie, rimaniamo nel nostro piccolo mondo dell’economia spicciola.
mi posso fidare? O sarà sempre la solita fregatura, con prodotti scadenti, servizio inesistente e ritardi cosmici nella consegna (e normalmente senza neanche il buon gusto di avvisare).
Onestamente non posso dargli torto. Nel nostro campo, sentendo le lamentele di ogni buon addetto agli acquisti sembra che il ritornello riguardo all’abbigliamento personalizzato sia sempre lo stesso:
Merce in ritardo
C’è stato un problema, non ci possiamo fare niente …
Personalizzazioni scadenti
Eh, il ricamatore mi ha detto che non veniva …
Pezzi rovinati
Va beh, sono solo articoli promozionali!
Taglie che non corrispondono
E’ roba cinese, cosa volete!
E non è che dalle altre parti vada molto meglio.
L’anno scorso mi è capitato di approvvigionarmi di stripflock, uno dei materiale che si usa nelle applicazioni ricamate; utilizzato per un lavoro su felpe nere, il cliente si lamenta che la scritta (realizzata con materiale bianco) al primo lavaggio assorbe il colore di fondo e diventa grigia.
Interpello il fornitore, che mi risponde così:
beh, si, è capitato, ma veramente poche volte, sul bianco può succedere…
Punto. Nessuna scusa (anzi, un po’ di fastidio per essere stato disturbato), nessuna proposta per risolvere il problema, nessun risarcimento. Il danno è tuo e te lo tieni. In fondo capita.
Insomma, la soluzione all’italiana. Come è finita?
Semplice, da una parte la partita di felpe rifatta – ovviamente cambiando materiale – in maniera del tutto gratuita e recapitata al cliente con le nostre scuse, dall’altra un fornitore eliminato dalla lista.
Ci abbiamo rimesso qualche soldo ma almeno non la reputazione.
Anche se, prima di aprire del tutto il rubinetto dell’autoincensamento è doveroso un chiarimento: nel nostro lavoro è impossibile dare la garanzia che dà un generico produttore.
Craftsman è una storica azienda statunitense di utensileria elettronica e manuale, che sui suoi prodotti meccanici (oltrechè ai manuali) offre la garanzia a vita – se il vostro attrezzo ha un problema ve lo riparano o ve lo sostituiscono. Punto.
Niente ‘prova di acquisto’, niente ‘la garanzia è scaduta da due giorni’.
(Potete trovare ancora oggi i loro articoli in vendita sui principali siti di e.commerce – capite che con quasi 100 anni di storia alle spalle e una simile fama la gente è disposta a dare fiducia)
Craftsman produce articoli di altissima qualità ma in serie, con progetto e materiali propri; noi tutti i giorni ‘ricominciamo’ con nuovi progetti da affrontare, dove entrano in gioco un milione di fattori diversi: la complessità del logo, il tipo di personalizzazione, l’idea che il cliente ha del risultato finale – che alle volte non essendo del mestiere è confusa, i colori tessili disponibili, l’abbinamento capo – logo, etc.
E pur usando tutte le cautele del caso è capitato anche a noi di consegnare del materiale e sentirci dire:
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Ma sono casi veramente sporadici, normalmente frutto di errori/malintesi che anche tutte le precauzioni del mondo non possono eliminare del tutto.
Il che non vuol dire che può chiedere l’impossibile o pretendere di avere sempre ragione: il rispetto reciproco è alla base di ogni relazione – ma il nostro scopo non è quello di ‘vincere’, ma quello di avere clienti ‘soddisfatti’ o ‘molto soddisfatti’. Non perché siamo buoni, perché i clienti contenti tornano.
Strano a dirsi, ci riusciamo.
E se vi chiedete del perché per gli altri non è così, la risposta è semplice: nessuna azienda puramente commerciale o non specializzata ha il controllo degli articoli che vende.
Sono puri rivenditori, di proprio non ci mettono nulla. Non hanno reparti stampa, ricamo, non si fanno gli impianti, non hanno controlli – si limitano a prendere ordini e trovare qualcuno che faccia il lavoro al posto loro. E’ facile capire del perché lavorando così il rischio sia alto e non si diano garanzie.
Il nostro, da azienda che personalizza in maniera professionale da trent’anni, è un ragionamento diverso:
La merce arriva in tempo – il ciclo di lavoro lo gestiamo noi. Punto.
Con tutto ciò l’errore capita – è già successo e sicuramente succederà ancora – e allora vi rifacciamo gratuitamente il lavoro – o se non vi serve più non lo pagate; è sempre stato il nostro modo di lavorare, e sarà sempre così.
E’ la nostra garanzia.
Un esempio del nostro lavoro?
Un capo leggero, robusto e confortevole per i tanti volontari che vivono la carità come servizio gratuito ai più deboli, senza distinzione di età, cultura e posizione sociale.
Volete provare?
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