Agosto, tutti al mare o in montagna, sole e relax.
Almeno per qualche giorno cerchiamo di dimenticare la micidiale routine di tutto l’anno: sempre di corsa, senza un attimo di tempo, a fare lo slalom tra clienti rompiscatole e fornitori inaffidabili, conti che non tornano mai…
Me c’è poco da fare: per un imprenditore staccare del tutto è impossibile, il pensiero torna sempre lì: tra poco è Settembre, si riparte, ci sarebbe quella linea di produzione da sistemare, la rete vendita da migliorare, con quel cliente ci devo proprio parlare – e poi ho bisogno di abbigliamento personalizzato!
Ecco, approfittando di questi pochi momenti di ozio sotto l’ombrellone vi lascerei a una riflessione non solo importante – fondamentale: che importanza date alla vostra immagine?
Facciamo un passo indietro. Fino a venti, trent’anni fa il clima per le imprese italiane era eccezionalmente favorevole.
L’Italia usciva da un periodo di povertà e guerra, e una popolazione in crescita aveva bisogno di tutto: case, elettrodomestici, auto, trattori, vestiti, servizi…
Penso che vi siate accorti che il clima non è più esattamente quello. Il consumatore di oggi ha tutto, quello che cerca è un ‘di più’ – per manifestare uno status, per sentirsi in forma, per vivere meglio. E il mercato è ampiamente saturo: i mezzi di produzione sono più o meno gli stessi per tutti, la tecnologia avanza costantemente, il bombardamento di informazioni è a tappeto – e per un acquirente è quasi impossibile capire le reali differenze tra un prodotto e l’altro. A questo aggiungiamo che il tanto sbandierato discorso ‘qualità’ è una cosa assolutamente opinabile, ‘l’orientamento al cliente’ è considerato il minimo sindacale, e il caos è servito.
Come se ne viene fuori
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Siamo in vacanza, un trattato di marketing mi sembra decisamente fuori luogo: possiamo limitarci a prendere qualche spunto dalla realtà.
Quindi devo dedurne che siete espertissimi di telefonia, agroalimentare, meccanica, tessile: conoscete perfettamente tutti i materiali e i processi di fabbricazione, o leggete costantemente i report e le classifiche sui prodotti migliori del mercato in ogni categoria. In fondo volete solo il meglio.
Oppure – ed è la triste realtà – scegliete quello che le aziende vi hanno convinto essere il meglio. Non avete parametri, se non il successo del marchio.
È il più venduto, sarà il migliore.
E’ così?
Un’azienda nata poco più di trent’anni fa, la Red Bull, fattura 5,5 miliardi di €, l’anno scorso ha venduto 6,8 miliardi di lattine e ha una quota di mercato spropositata. Perché è la migliore? Non lo so, ma sicuramente è riuscita a entrare nella testa delle persone portando un’immagine di uno stile di vita sportivo, energico, giovane – vincente.
Vogliamo essere più tradizionalisti, parliamo di caffè e pasta? Il pensiero corre subito a Lavazza e Barilla; hanno i prodotti migliori? I più buoni? I concorrenti dicono di no – ma la loro immagine di ‘Italian way of life’ li ha resi leader assoluti di mercato con quote inarrivabili per gli altri.
Restiamo nel nostro piccolo mondo del basso Piemonte: terra di nocciole, e tutti i piccoli produttori dolciari con cui parlo non mancano di rimarcare che la propria crema spalmabile è tutta un’altra cosa rispetto alla Nutella – vuoi mettere la qualità? E infatti le loro quote sono risibili rispetto alle vendite del prodotto del gigante Ferrero, con l’immagine del bambino che mangia felice una fetta di pane spalmata con la mitica crema.
E la vostra Brand Image qual è? Come rassicurate i clienti, come li convincete che la vostra è la soluzione migliore, come incentivate il passaparola positivo? La fedeltà al marchio?
La qualità percepita del vostro prodotto è la vostra immagine.
Trascurarla è un errore imperdonabile, che può portare a conseguenze devastanti. Ed è un errore che costa molto più caro alle piccole aziende, quelle con meno risorse, che alle grandi, che avendo più possibilità finanziarie possono permettersi cantonate colossali e riprendersi in tutta calma.
E voi potete permettervelo? O volete restare dietro alle aziende che investono su di un’immagine coordinata e mirata al loro obiettivo di crescita?
Non sono concetti semplicissimi, ci vuole professionalità, e non si possono affrontare con il primo che capita; volete veramente innovare, volete il meglio o vi accontentate del solito fornitore, del vicino di casa, che in fondo è un amico, e a me basta così…
Mi dispiace, non basta così – non lo dico io, lo dicono i numeri e lo dicono i nostri clienti, tutte aziende innovative e (guarda caso) leader di settore.
E noi in che modo possiamo aiutarvi, come già aiutiamo tantissime altre aziende, piccole e grandi, a migliorare la propria immagine?
Un esempio di capo pensato per valorizzare l’immagine aziendale?
Un abbigliamento funzionale e ben coordinato, un merchandising curato nei dettagli per indossare il marchio di qualità Musetti.
Beh, è Agosto, fa caldo – magari ci risentiamo a Settembre.
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